TA KIMIKA - Le redox
Le redox
I ... tormentoni
Determinare i prodotti di una redox

Il fatto che negli esercizi di liceo i prodotti di una reazione di ossidoriduzione siano indicati (soprattutto quelli coinvolti nelle semireazioni) può essere fuorviante. Nella realtà i prodotti di una redox si determinano. Anzi, ciò che si vuole è il decorso di una semireazione di interesse, che dev'essere dunque "sposata" con una opportuna semireazione complementare (cioè di riduzione se il processo di interesse è una ossidazione e viceversa) perché la reazione sia spontanea, ottenendo di conseguenza certi prodotti.

Per esempio si immagini di voler ossidare lo zinco metallico. Posso allora impiegare un acido forte come HCl al fine di causare la riduzione degli ioni H+ a idrogeno H2, ma anche H2SO4 può andar bene e pure HNO3.

Se le redox in forma molecolare che si possono utilizzare per ossidare lo zinco metallico sono

Zn + 2HCl => ZnCl2 + H2
Zn + H2SO4 => ZnSO4 + H2
Zn + 2HNO3 => Zn(NO3)2 + H2

per la verità la redox vera e propria (ossia il blocco redox) è sempre lo stesso e cioè

Zn + 2H+ => Zn++ + H2

cui si perviene facilmente portando ogni reazione in forma ionica netta.

La trattazione dettagliata delle modalità con cui si prevedono i prodotti di una redox esula dai limiti di semplicità imposti per questo sito. Si può dire in generale che è necessario conoscere il comportamento ossidoriduttivo di alcune specie per così dire classiche, quali ad esempio i composti del Mn, del Cr, del Cl, dell'N, e le classiche reazioni coinvolgenti il carbonio ridotto, H2O2, gli acidi forti, ecc. Sotto questo punto di vista grande importanza riveste lo studio di reazioni redox già risolte, soprattutto in forma ionica netta, cui ricondurre il processo oggetto di studio o che si desidera realizzare. Non di minore importanza è l'analisi della spontaneità del processo anche facendo uso dell'equazione di Nernst e dell'ordine di scarica agli elettrodi nel caso dei processi redox non spontanei.